domenica 4 settembre 2011


Angela Rizzo:
Fin quando ci sarà a governare ad ogni livello (nazionale e locale) gente con profondi conflitti d'interesse e clientelismo non saranno mai tagliati quegli sprechi pubblici che aiutano politici, amici e amici degli amici a campare sopra lo Stato e i cittadini tutti. Non saranno mai colpiti i grandi evasori che coincidono con questa stessa gente e coi loro finanziatori.

Non saranno mai liberalizzate professioni che si chiudono in caste familistiche e nel loro interesse sostengono sempre questi stessi politici.
Il libero mercato sarà sempre azzoppato da monopoli e oligopoli governati sempre dagli stessi parassiti che non hanno a cuore l'interesse generale ma quello proprio.
Questa rete di caste, dagli anni 80 ad oggi, ha ingigantito il nostro debito pubblico, mortificato la creatività italiana e tagliato le gambe alle generazioni di uomini e donne dai 40 anni in giù.
Oggi per non schiantare il nostro Paese verso il default intervengono su pensioni e IVA pur di non toccare i loro interessi e i loro sporchi affari.
Una soluzione diversa c'è e consiste nel tagliare non le pensioni della povera gente ma gli sprechi della politica e dello Stato: calare violentemente una enorme scure su province, enti inutili (tante volte assurdi), auto e voli blu, sui privilegi più svariati, sulle pensioni d'oro dei politici e dei manager pubblici.
https://www.facebook.com/event.php?eid=138502596243935
E va fatto non solo a Roma ma anche nei governi locali anche e sopratutto in Sicilia e a Messina!
IdV ha realizzato una contromanovra per dimostrare che una finanziaria diversa poteva essere fatta.
Ha conteggiato tutti i risparmi che si avrebbero tagliando gli sprechi di cui sopra e ne ha ricavato molto più dei 40 Miliardi di euro che la BCE ha presteso per aver acquistato i nostri titoli di Stato.
L'ultimo esempio in ordine di tempo del conflitto d'interesse che attanaglia la politica e l'economia italiana è rappresentato dalla vendita dei diritti sul digitale terrestre che Berlusconi sta regalando a Berlusconi infischiandosene del libero mercato.
Potremmo ricavare quei denari utili a salvaguardare le pensioni o come minimo fare una seria cernita di quali siano i lavori usuranti che necessitano di pensioni d'anzianità (a mio avviso per certi lavori sarebbe giusto abbassare l'età addirittura) e di altri che possono passare al sistema contributivo ed andare in pensione anche a 70 anni volendo...
Ma tutto questo sarà impossibile se non riusciremo a far capire alla gente chi ha veramente a cuore l'interesse per le generazioni future e chi quello di conservare l'attuale stato delle cose.


Impossibile oggi intervenire anche minimamente in parlamenti costituiti da politici che fanno solo quello che dice il Segretario che li ha nominati.
Per questo, come l'anno scorso, cerchiamo l'aiuto dei cittadini attraverso lo strumento referendario. Raccogliamo le firme per cambiare questa legge elettorale e per eliminare le province nell'attesa che si possa tornare alle elezioni e mandarli a casa definitivamente.

FIRMA E FERMALI! Eliminiamo le province. Cambiamo la legge elettorale.
Luogo: Messina..




venerdì 12 agosto 2011

IO LO BUTTEREI DI SOTTO ......................


SCALFARI RIVELA RETROSCENA INQUIETANTI SU BERLUSCONI
12 agosto 2011
Nel suo consueto contro-editoriale sulla penultima pagina dell’Espresso, Eugenio Scalfari rivela alcuni particolari inquietanti sul presunto commissariamento dell’Italia da parte di Sarkozy, Merkel e Trichet.
Secondo il fondatore di Repubblica è stato il presidente del Consiglio in persona a chiedere ai tre, in una videoconferenza il 5 agosto sera, di inviare all’Italia una lettera in cui, oltre a sollecitare un intervento immediato, si sarebbero dovute indicare anche le categorie su cui intervenire e i modi.
Tutto questo soltanto per non prendersi la responsabilità di una manovra lacrime e sangue e per avere un alibi europeo nel non toccare alcune fasce di riferimento. Non a caso nell’incontro di oggi Tremonti ha informato gli enti locali che l’Europa non approverebbe una manovra che contenesse un aumento del prelievo fiscale: il decreto dovrà prevedere, dunque, solo tagli.
Inoltre, racconta ancora Scalfari, le vere preoccupazioni di Berlusconi in questo momento sono del tutto private e riguardano il suo ingente patrimonio perché, dopo aver pagato la multa per la Mondadori, sta subendo l’attacco di Murdoch, di De Benedetti e della ex moglie Veronica che vuole la metà del suo impero.
All’inizio ho pensato che Scalfari avesse deciso di cambiare genere e di aprire, da questa settimana, una rubrica di satira. Poi ho riletto l’articolo e l’ho trovato assolutamente verosimile. Il quadro fa emergere responsabilità particolarmente gravi del presidente del Consiglio, che avrebbe imposto a Paesi stranieri e a un ente sovranazionale di ‘chiedere’ all’Italia in quale direzione effettuare manovre di recupero economico. Un vero doppio gioco, un tradimento alla Costituzione sulla quale ha giurato! Dunque non è vero, secondo la ricostruzione di Scalfari, che è l’Europa che ci impone quali misure prendere. Quelle richieste le avrebbe fatte Berlusconi in persona ma senza prendersene le responsabilità. E dunque aspettiamoci tagli allo stato sociale, alle pensioni, al lavoro dipendente, agli enti locali. Di costi della casta si farà solo un gran parlare. Così come sarà difficile che ci sia una reale armonizzazione delle tassazione delle rendite finanziarie.
Come se non bastasse, nel giorno in cui Bankitalia denuncia il raggiungimento del record storico del debito pubblico (ben 1.902 miliardi), il governo è chiamato a varare un provvedimento storico in una situazione di guerra totale interna, in cui tutti sono contro tutti. Sembra si sia addirittura spezzato l’asse Tremonti-Bossi e impera il caos assoluto. Io capisco tutte le difficoltà del momento. Ma è possibile che il nostro futuro deve essere affidato nelle mani di questi mestieranti? Non sarebbe il caso di fare piazza pulita e, con l’aiuto del voto dei cittadini, cambiare il nostro destino e renderlo meno cupo? Anzi sereno?
5 Commenti a “SCALFARI RIVELA RETROSCENA INQUIETANTI SU BERLUSCONI”

domenica 26 giugno 2011

E IL PUPAZZETTO SI CHIAMA FUORI........


L'EMERGENZA
Rifiuti, Caldoro si chiama fuori
"Non voglio pagare per colpe altrui"

NAPOLI - "Non ci sto, non ci sto, non ci sto". E' iniziata con queste parole la conferenza stampa del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro commentando l'avviso di garanzia per 'epidemia colposa 1' ricevuto dal governatore della Campania per l'emergenza rifiuti.
.
Tre 'non ci sto' così spiegati: "A pagare le colpe di 15 anni di inadempienze e responsabilità dei comuni, responsabilità anche perduranti ancora oggi; a pagare le colpe dei ricatti e del boicottaggio della camorra; rispetto ai comportamenti irresponsabili, di fronte a questa emergenza nazionale, della Lega Nord".
"La Regione - ha aggiunto Caldoro - ha fatto tutta la sua parte, avendo poteri minimi e residuali. Da oggi, finchè non ci saranno risposte forti da parte del governo e degli enti locali della Campania, abbandona i tavoli istituzionali e nazionali presso il governo e la prefettura".

Pdl. "Solidarietà a Caldoro, il Pdl è pronto a fare la propria parte". Il vice-presidente dei senatori pdl gaetano quagliariello difende il governatore campano: "Si va alla ricerca di capri espiatori. E' giusto pretendere che tutti quanti hanno responsabilità di governo a tutti i livelli si facciano carico di un'emergenza che ormai è arrivata al limite del sopportabile e che potrebbe avere conseguenze tragiche".

Pd. "Ci dispiace notare che il partito del Nord soffra di amnesia. Oggi i leghisti parlano di decreto truffa, nel caso i rifiuti di Napoli finissero nelle Regioni del Nord, o di un imbroglio come ribadito ancora ieri da Bossi. Tuttavia, nel '95 quando Milano governata da un sindaco leghista e gia' da Formigoni alla Regione, fu sommersa dai rifiuti, ebbe quindi fortuna che il grido d'allarme, allora lanciato dal sindaco Formentini, non cadde nel vuoto. L'Emilia Romagna governata da Bersani, non si tirò indietro e si rimboccò, già allora, le maniche. L'emergenza rifiuti di Milano fu quindi così risolta. Grazie all'aiuto delle altre Regioni" afferma Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza e Difesa del Partito Democratico.

Terzo Polo. Il governo "approvi entro martedì un decreto per l'emergenza rifiuti a Napoli". Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo del Terzo Polo a Montecitorio, Gian Luca Galletti (Udc), Benedetto Della Vedova (Fli), Linda Lanzillotta (Api) e Carmelo Lo Monte (Mpa). "L'Italia - aggiungono - è ancora, e sempre sarà, una Repubblica unica ed indivisibile e il dovere della solidarietà nazionale non può venire meno per i ricatti, o peggio ancora per gli egoismi della Lega Nord. Il Terzo Polo - concludono - è pronto a votare subito la legge di conversione in Parlamento, un testo che favorisca l'impegno e la collaborazione delle Regioni italiane per superare questa emergenza".
(26 giugno 2011) © Riproduzione riservata

--------


-------------

IL CODACONS DENUNCIA I MINISTRI DELLA LEGA NORD PER IL NO AL DECRETO RIFIUTI: CONCORSO DI OMISSIONE ED EPIDEMIA COLPOSApubblicata da Partigiani del Terzo Millennio il giorno domenica 26 giugno 2011 alle ore 13.48

(AGI) Roma - Il Codacons presentera' una denuncia al Tribunale dei ministri e alla Procura della Repubblica di Napoli contro i ministri della Lega Nord, ipotizzando i reati di concorso in omissione di atti dovuti ed epidemia colposa. "La strenua opposizione della Lega al decreto del Governo sull'emergenza rifiuti, rappresenta un atto amministrativo, che si concretizzera' all'interno di un organo non politico quale e' il Consiglio dei ministri e come tale puo' essere contestato nelle sedi opportune - spiega il Codacons -. Di fronte alla gravissima situazione di Napoli, opporsi al trasferimento dei rifiuti nelle altre regioni italiane contribuisce ad alimentare l'emergenza e ad accrescere il pericolo di epidemie e danni alla salute per i cittadini.
------------


Daniela Bernardini:

IL PARTITO DELL'AMORE per il potere cerca alleati nell'opposizione.. CI TROVIAMO ANCORA DI FRONTE UN MERCATO DELLE VACCHE?
Berlusconi è sempre più cupo e si rende conto sempre meno di quanto sta accadendo nel Paese e intorno a lui. Bossi versa in analoghe condizioni. Sono i due capi della maggioranza parlamentare ma hanno perduto lucidità e credibilità, avvinti da un comune destino. "Simul stabunt simul cadent...

venerdì 24 giugno 2011

HANNO MESSO NAPOLI E LA GRAVE SITUAZIONE DEI RIFIUTI IN LISTA D''ATTESA

QUESTO GOVERNO DI DEPRAVATI NON RIESCE A CAPIRE CHE LA SALUTE DEI CITTADINI NON HA COLORE POLITICO !!!!!!!!!!!

“Abbiamo presentato una mozione urgente sull’emergenza rifiuti a Napoli”.... Lo afferma il presidente del gruppo IDV alla Camera Massimo Donadi, primo firmatario della mozione.

“Le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano sull’emergenza napoletana sono assolutamente giuste e condivisibili, anche per questo abbiamo chiesto al Presidente della Camera Gianfranco Fini di calendarizzare al più presto la mozione. Il testo impegna il governo a fare la propria parte per ripristinare una situazione di normalità a Napoli, sommersa dai rifiuti”.

“L’emergenza napoletana è una questione nazionale, ed è indecoroso che il governo, dopo anni di proclami, continui a far finta di niente. Il governo ha il dovere civile e morale, oltre che politico e istituzionale, di intervenire e di non abbandonare Napoli ed i napoletani”.

"Nonostante il ministro Fazio continui a rassicurare i cittadini sull'assenza di rischio sanitario, la drammatica situazione del napoletano non lascia spazio a dubbi". Per Antonio Palagiano, responsabile nazionale Sanita' dell'Italia dei Valori, "non ci vuole un medico per capire che si e' a rischio epidemia.

Cumuli di rifiuti, liquami nocivi che si infiltrano nel terreno, emanazione di sostanze chimiche, fumi tossici e, non ultima, la presenza di animali portatori di infezioni. Napoli e' questo, oltre 2.300 tonnellate di rifiuti che aspettano di essere rimossi. La citta' e' satura e da un momento all'altro potrebbe scoppiare la bomba a orologeria dell'epidemia.

Tifo, gastroenterite o salmonellosi, a questo punto, poco cambia,e' necessario che tutte le istituzioni, dal governo centrale al Comune, passando per Regione e Provincia, si coordinino in un'azione concreta e si assumano la responsabilita' nel risolvere il problema spazzatura a Napoli.

Perche' l'immondizia non ha colore politico e la salute nemmeno".

mercoledì 1 giugno 2011

Stracci, cenci, mocci -

- pubblicata da Carla Stampa
mercoledì 1 giugno 2011

" Nella grande festa di Napolitano (al Quirinale per il 2 giugno, n.d.r.) ora lui è costretto a giocare la parte della comparsa....E' già fosco quando entra...Lo vedi subito se Berlusconi è di cattivo umore - e ieri il suo era davvero pessimo - perchè incassa più del solito la testa nelle spalle, cammina senza guardare nessuno, quasi corre. Tant'è che, tra alte siepi, compie le decine di metri che lo separano dalla palazzina del presidente d'un balzo. Resta lì dentro, dove ci sono già Napolitano, Fini, Schifani solo pochissimi minuti. Poi eccolo fuori, già in un angolo. E lì resterà per 90 minuti, quelli che trascorre sul Colle. Niente passeggiata tra le aiuole, a stringer mani e distribuire sorrisi, come aveva fatto l'anno scorso. I vincitori - Bersani, D'Alema, Veltroni, Prodi, la Finocchiaro, Fassino, Franceschini, Renzi, Bertinotti con Lella - non li vuole nemmeno sfiorare. Scende i gradini della palazzina per una sola stretta di mano, quella al capo della banda musicale....Ma il peggio deve ancora venire...quando si forma una fila lunghissima per salutare Napolitano e la moglie Clio. Per lui, invece, tre o quattro persone. Attempate, signore dai tacchi vertiginosi..." da "In fila per salutare il capo dello Stato/Berlusconi snobbato al ricevimento" di Liana Milella ('La Repubblica', pag.11, 1 giugno 2011)

-------------------------------


Padania più rossa che verde
Lo schiaffone a Bossi
di Andrea Carugati | tutti gli articoli dell'autore Un vento micidiale, che soffia da Milano e spazza tutta la “padania”, da Novara a Trieste, e trova il suo epicentro in Lombardia. La Lega perde col Pdl ma anche da sola, e soprattutto perde in provincia di Mantova, dove candidava un suo uomo forte, il deputato maroniano Gianni Fava. E ancora, a Pavia, in una sfida che pareva impossibile per il Pd, visti i numeri delle regionali dell’anno scorso, quando Pdl e Lega avevano sfiorato il 60%.

Il Carroccio perde a sorpresa, dato clamoroso, anche nel Comune di Novara, feudo del governatore Roberto Cota, dopo dieci anni di governo leghista della città. E poi Rho e Desio, dove correva contro il Pdl al primo turno e al ballottaggio i due uomini del Carroccio sono stati battuti dai candidati del centrosinistra. Insomma, una vittoria oltre ogni aspettativa per il centrosinistra. E una batosta per l’asse Berlusconi -Bossi che negli ultimi 15 anni ha monopolizzato il voto lombardo. Una batosta che va molto oltre il dato più simbolico, quello di Milano. E si insinua nel profondo Nord, persino a Domodossola. Tanto per stare sul simbolico, c’è la vittoria del centrosinistra ad Arcore, la «tana del lupo» di Berlusconi, come l’ha definita Rosalba Colombo, candidata Pd che ha puntato anche sulla riscossa delle donne di Arcore, umiliate dai racconti sulle notti di Villa San Martino, con una lista civica tutta in rosa: 56,6% il suo risultato.

Le bandiere del centrosinistra che ieri pomeriggio sventolavano nel centro di Arcore sono una delle istantanee più forti di questa tornata elettorale. La Lega tiene solo nella roccaforte di Varese dove il sindaco uscente Attilio Fontana, maroniano doc, si riconferma al ballottaggio con il 54%. Anche a Gallarate, la cittadina più frequentata da Bossi durante questa campagna elettorale, vince il Pd: Edoardo Guenzani, ex vicesindaco ai tempi della Dc, si aggiudica il ballottaggio contro Massimo Bossi, candidato Pdl. La Lega era rimasta fuori dal ballottaggio e al secondo turno ha sostenuto, seppur in forma indiretta, il candidato democratico (con un clamoroso manifesto che invitava i leghisti a turarsi il naso e a bere il medicinale Guenzani per curare i mali della città), pur di sconfiggere il sistema di potere messo in piedi dall’uomo forte dei berluscones Nino Caianiello: 55% per Guenzani, che nel primo discorso da sindaco apre al Carroccio: «I cittadini, e fra di loro molti elettori leghisti, hanno votato la coalizione per dare un segnale di cambiamento.

Penso che saranno possibili delle aperture alla Lega». La grande rimonta Pd a Novara, Mantova, Pavia e Novara sono gli epicentri della crisi leghista. Nella città di Virgilio si impone il civico Alessandro Pastacci, 37 anni, sindaco senza partito per dieci anni: 57,3% per lui, un distacco abissale dal leghista Gianni Fava, che pure Bossi aveva sostenuto con forza.

A Pavia il centrosinistra compie un quasi miracolo: vince Daniele Bosone, 50enne senatore ex teodem, super moderato, che intercetta parecchi voti di delusi dal centrodestra e strappa la provincia ai berlusconiani dopo decenni: 51,2% contro l’ex assessore Pdl Ruggero Invernizzi. A Novara Andrea Ballarè, commercialista 40enne, che aveva vinto le primarie del Pd e poi quelle di coalizione, compie un’impresa: strappare la città alla Lega. Per lui il 52,9% al termine di una rimonta impressionante, visto che dopo il primo turno era indietro di 14 punti rispetto al rivale Massimo Franzinelli. I numeri sono impressionanti: al secondo turno Invernizzi e Franzinelli lasciano per strada migliaia di voti ottenuti solo 15 giorni prima. «Una giornata memorabile», sorride Maurizio Martina, giovane segretario del Pd lombardo.

«La speranza ha vinto sulla paura, quella di Pdl e Lega è una sconfitta culturale e sociale. Da oggi comincia una storia nuova».
31 maggio
L'ira di Silvio: «Ve ne pentirete...»
Maroni: che sberla.

Bossi contro La Russa

Corre sul web la rabbia della destra